Riguardo al tema dell'autorità sono sempre stato affascinato e incuriosito da una affermazione del mio maestro Ludwig Wittgenstein; la quale non si trova in nessuno dei suoi libri, dedicati a ben altri argomenti, bensì in una raccolta di lettere pubblicata da un suo amico di gioventù – e anche tradotta in italiano – seguita da una memoria o relazione dell'amico stesso, un nome ormai perduto tra le coorti incalzanti dell'esplosione demografica. In questa memoria l'amico racconta come era e che faceva Wittgenstein ventenne, già per diritto poi indiscusso la mente filosofica più potente dell'impero austriaco e forse del mondo, a Vienna e sul fronte fra il '14 e il '16, e cioè poco prima del Tractatus. E riporta, tra tanti tratti che giudica ammirevoli, una dichiarazione che per molti anni lo lascerà perplesso; ossia che per il giovane pensatore il solo atteggiamento politico concepibile era la completa sottomissione all'ordine costituito, qualunque esso fosse.

È noto che la tecnica (o l'arte) della traduzione è in Italia molto più curata o comunque accurata di quanto non lo sia in altri paesi come per esempio la Spagna e la Francia. Ciò da una parte rappresenta un danno, perché disponendo di buone traduzioni, che pur sempre traduzioni rimangono, il lettore non è portato a imparare le lingue europee per leggere i testi originali: con esiti forse catalettici, come lo sarebbe senz'altro il pertinace accostamento all'intera letteratura mondiale nella sua veste italiana. Basterà semplicemente ricordare il caso di uno dei migliori racconti di Kafka, pubblicato da noi da due case editrici diverse, nel quale il protagonista, all'inizio del racconto, sta leggendo in una versione una lettera che gli ha scritto un amico, e nell'altra versione è lui a scrivere la lettera.

Il territorio che alcuni chia­mano la Mezzaluna Fertile, ossia la regione che si stende tra il golfo persiano e il Me­diterraneo palestinese, era stato già invaso diverse volte, dai popoli che sfuggivano i deserti, i semiti del Sud. Per primi erano arrivati gli ac­cadi e i babilonesi; mille an­ni dopo, gli amoriti, tra cui i cananei; mille anni dopo an­cora, gli aramei, e con loro gli ebrei.

© 2023 J. Rodolfo Wilcock - Tutti i diritti sono riservati.

Questo sito fa uso di cookie tecnici per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.