La punta delicata delle tue dita, il finissimo silenzio delle mie labbra che su di esse trova il brillìo delle acque, la luna che sorge da uno stagno di larghe foglie
più in alto passa il vento, per gli alberi, e nel cielo la notte. Adesso guarda come è dolce la vita, come si allontanano le orbite eteree abbandonando una luce sulla nostra fronte. Io ti amo e le ore salgono; ascolta il fruscìo sconosciuto della notte e infinito Lentamente, nelle mie braccia, senza turbare l’eternità che l’aria sta formando con i suoi cerchi immobili, contempla il pallido riflesso che ondeggia tra le foglie, questo istante che siamo sulla terra sospeso. Lassù, per gli spazi azzurri vagano suoni leggeri, e le stelle. |